quando è arrivata a casa con lo stampato aveva questa luce negli occhi. difficile resisterle.
non le ho resistito e quindici giorni esatti dopo parcheggiamo la macchina in questo bosco spacciato per campeggio.
le uniche cose a ricordare un campeggio sono un caseggiato al centro, aperto su due lati e completamente invaso da foglie ed erbacce. e un paio di terrazze rinforzate da pietre bianche che, a una prima occhiata, ricordano i muri a secco.
montiamo la tenda al centro di un pentacolo immaginario di alberi. è piccola, i materassini sono sottili e il mio è un sacco a pelo estivo. non è estate. tira un vento teso e freddo. arrivando ho visto le eliche di questa centrale eolica in cima a una collina. il vento dev’essere la norma da queste parti. scuote la tenda. ma mi sento protetta dentro al mio pentacolo immaginario.
