quando è arrivata a casa con lo stampato aveva questa luce negli occhi. difficile resisterle.
non le ho resistito e quindici giorni esatti dopo parcheggiamo la macchina in questo bosco spacciato per campeggio.
le uniche cose a ricordare un campeggio sono un caseggiato al centro, aperto su due lati e completamente invaso da foglie ed erbacce. e un paio di terrazze rinforzate da pietre bianche che, a una prima occhiata, ricordano i muri a secco.
montiamo la tenda al centro di un pentacolo immaginario di alberi. è piccola, i materassini sono sottili e il mio è un sacco a pelo estivo. non è estate. tira un vento teso e freddo. arrivando ho visto le eliche di questa centrale eolica in cima a una collina. il vento dev’essere la norma da queste parti. scuote la tenda. ma mi sento protetta dentro al mio pentacolo immaginario.
Ma brutta antipatica che non sei altro: mi fai mettere un annuncio nel blog e poi ti fai scovare così??
Ti odio!
Ok, ok, lo ammetto.
Mi sei mancata.
Ma non troppo, eh, che poi ti monti la testa!
U.a.C
Sei la minchiona più numero uno del mondo.
Eccome se sei mancata. Ti prenderei a botte.
zoe
…devo riprendermi.
e io che pensavo di poter tornare così, in sordina